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Acqua cristallina e sabbia bianca come la neve: Isola Whitsunday


  Marica&Sonia   |     11/05/2017

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Proseguiamo il nostro viaggio salendo lungo la costa Est e facciamo una sosta, quasi doverosa, nella famosa Regione di Whitsunday.  

Si tratta infatti di un arcipelago composto da 74 isole, immerse nel cuore della più grande barriera corallina al mondo. La maggior parte di queste isole fanno parte di parchi nazionali disabitati e solo 4 di esse - tra cui  l’isola Whitsunday - offrono la possibilità di pernottare in vari resort piuttosto cari. 

Punto d'accesso principale per visitare tali isole è Airlie Beach, piccola località turistica che però offre vasta scelta in termini di alloggio, ristorazione e divertimento per i più giovani. 
Noi alloggiamo presso il “SeaBreeze camping” alla modica cifra di 29$ per veicolo per notte (ed era il campeggio più economico in zona!).

Da precisare che purtroppo questa parte della costa è stata duramente colpita dal ciclone Debbie all’inizio di Aprile 2017, in particolar modo l'area di Arlie Beach in cui, seppur a distanza di un mese, sono ancora visibili i danni causati alle attività così come alla natura, includendo le isole vicine come Hamilton Island e la stessa Whitsunday. 

Nonostante ciò, dopo aver sentito il parere di altri viaggiatori, decidiamo comunque di comprare il tour per visitare l’isola Whitsunday ad un costo di 161 $. Il prezzo ovviamente varia in base alla compagnia, al tipo di barca, al numero di giorni ed alle attività incluse. 
Noi abbiamo scelto di effettuare l'escursione giornaliera con la nuova compagnia Bullet che ci ha permesso di ottenere uno sconto del 10% sul prezzo iniziale di 179 $ (prezzi a nostro avviso davvero esagerati!)

Il tour include trasporto dal proprio alloggio, entrata nel parco nazionale, spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio, pranzo a sacco, maschera per lo snorkelling e muta per entrare in acqua (data la presenza di meduse velenose). 

Partiamo dal porto Abel Point alle 9 e dopo un’ora in barca ci fermiamo per la prima sosta presso il Hill Inlet raggiungibile attraverso una breve camminata da Tongue Beach. Di qui è possibile godere di una vista mozzafiato sulla sottostante Whitehaven Beach che incontra le mille sfumature dell'oceano causate dalle maree in continuo mutamento. 

Proseguendo in barca, dopo circa mezz'ora di navigazione, raggiungiamo la famosissima Whitehaven Beach annoverata come una delle spiagge più belle del mondo e persino considerata da Tripadvisor “la spiaggia numero uno dell’Australia”. Questa spiaggia infatti è caratterizzata non solo da acque cristalline, ma da sabbia bianchissima composta per il 98% da silice che le conferisce il suo colore così brillante. 



Dopo una sosta rilassante di 2 ore in spiaggia, proseguiamo per la parte Nord dell’isola dove ci fermiamo per fare snorkeling nella grande barriera corallina. Nonostante le acque leggermente torbide a seguito del passaggio del ciclone, è ancora possibile scorgere un'ampia varietà di coralli dai colori vivaci e la presenza di pesci di diverse razze e dimensioni. 
Questa parte della barriera è inoltre conosciuta per l’ideale temperatura dell’acqua che consente la crescita dei coralli e per il particolare movimento delle maree che aiuta il trasporto di cibo e nutrienti necessari per alimentare tale barriera corallina. 

In definitiva è una tappa d'obbligo durante il vostro viaggio lungo la costa Est, nonostante il costo elevato che d'altronde caratterizza l'Australia in tutto e per tutto! Seppur inizialmente indecise se effettuare o meno il tour per via del ciclone, siamo rimaste ancora una volta colpite dal fascino tipico della Natura in questo meraviglioso Paese. Ci si trova davanti ad un panorama surreale, quasi paradisiaco, in cui per fortuna l’uomo ha lasciato tutto incontaminato, esaltandone la sua bellezza più pura.

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Due instancabili viaggiatrici, con lo sguardo e i pensieri che vagano fuori dai confini del mondo.

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