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Un tuffo tra squali e delfini: Shark Bay


  Sonia & Marica   |     03/05/2019

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Shark Bay deve il suo nome all'esploratore inglese William Dampier che nel 1699 nomina quest’area “baia degli squali” in onore di questo magnifico pesce presente nella zona.
La Baia è inoltre la prima località in Australia Occidentale a ricevere lo stato UNESCO nel 1991 in quanto risponde a ben 4 su 10 criteri naturali richiesti, condizioni rare da trovare nel mondo:
1.       Eccezionale bellezza naturale
2.       Storia della Terra
3.       Specie in via d’estinzione
4.       Evoluzione continua

Unico centro urbano della penisola è la piccola cittadina di Denham, originariamente famosa per l’attività rurale, il mercato delle perle e la pesca. Oggigiorno il turismo ne fa da economia principale in quanto base strategica per esplorare la penisola.

Ecco le attività principali da svolgere a Shark Bay:
1.       Esplorare i paesaggi mozzafiato del Parco Nazionale Francois Peron a nord della penisola.
2.       Un bagno nella calma e cristallina Little Lagoon, che mette anche gratuitamente a disposizione barbecue elettrici.
3.       Visita alle Stromatoliti di Hamelin Pool, uno dei due luoghi al mondo ad ospitare questi fossili risalenti a più di 3 miliardi di anni fa. Le Stromatoliti, infatti, sono i più antichi e grandi fossili sulla Terra e crescono fino a 0.3 mm all’anno.
4.       Sosta a Shell Beach, ovvero spiaggia delle conchiglie. È una delle uniche due al mondo di questo genere. Essa infatti si estende per 60 km e le piccole conchiglie bianche raggiungono una profondità di ben 10 metri!
5.       Ammirare la vista sulla costa da Eagle Bluff che offre una panoramica fantastica su queste acque turchesi e si possono scorgere anche dei piccoli squaletti.
6.       Assistere al nutrimento di una famiglia di Delfini a Monkey Mia dove ogni mattina è possibile ammirare questi animali stupendi avvicinarsi alla riva in piena libertà.

Personalmente abbiamo deciso di trascorrere a Shark Bay 3 giorni e due notti in campeggio (una a Denham pagando 35 dollari per auto e un’altra nel Parco Francois Peron).
La zona che è ci ha più colpito maggiormente per i colori del paesaggio circostante è stata quella del parco nazionale Francois Peron. L’entrata al parco ha un costo di 13 dollari per macchina, come per la maggior parte dei parchi qui in WA. Noi abbiamo acquistato un pass mensile al costo di 46 dollari così da non dover pagare ogni volta che si entra in un parco nazionale.
Abbiamo deciso di pernottare al camping situato presso la Big Lagoon, all'interno del parco nazionale, pagando 11 dollari per persona. Il camping mette a disposizione bagni chimici e barbecue elettrici, ma non c’è acqua. La posizione è davvero ottimale, trovandosi sulla laguna ed essendo interamente circondato da fantastiche dune di sabbia rossa. Il tramonto è a dir poco stupendo! Inoltre gli spazi adibiti ad ogni veicolo sono molto ampi e distanti dai propri vicini.

La strada che porta alla laguna non è asfaltata. Prevede infatti molte dune di sabbia ed è accessibile solo con un veicolo 4x4 dopo aver ridotto la pressione dei pneumatici a circa 18 psi. Noi abbiamo impiegato circa mezz’ora per percorrere i 12 km che portano alla Big Lagoon, ma c’è da considerare che è stato il nostro primo “off Road” e pertanto ci siamo prese il nostro tempo. Abbiamo tuttavia deciso di non andare nella parte Nord del parco, a circa 40 km dall’entrata, in quanto ci hanno detto che alcune zone (specialmente nei dintorni di Cattle Well) sono piuttosto difficili per chi è inesperto sulla sabbia.

Il giorno successivo, dunque, decidiamo di svegliarci presto e andare a Monkey Mia per le 7.30 del mattino in occasione della “prima esperienza” con i delfini. Sì tratta infatti di una zona piuttosto turistica, in cui bisogna pagare 15 dollari a persona per l’entrata al parco (non compresa questa volta nel pass mensile) e la visita ai delfini.
Nonostante il grande numero di visitatori, ci ha colpito come il tutto sia avvenuto in pieno silenzio e rispetto per questi adorabili animali che si sono avvicinati a riva in piena autonomia. Alcuni di loro sembravano soffermarsi a salutare i volontari del parco e alcuni visitatori. Sono animali davvero sensibili ed intelligenti, ed è stato stupendo poterli ammirare dal vivo direttamente a casa loro! Un paio di volontari poi decidono di offrire loro dei pesci ma non tutti si avvicinano in quanto non sono abituati a cibarsi di pesce morto e non sempre gradiscono. Insomma è stata davvero una bella esperienza nel pieno rispetto di questi meravigliosi animali e dell’ambiente circostante.





 
 
 

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Due instancabili viaggiatrici, con lo sguardo e i pensieri che vagano fuori dai confini del mondo.

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