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Dalla Cambogia a Huế in Vietnam


  Sonia   |     07/05/2018

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Vi state chiedendo se ci sono altre frontiere per varcare il confine dalla Cambogia verso il Vietnam oltre a quello più famoso che raggiunge la città di Ho Chi Minh?
Se la risposta è sì, beh allora questo è l’articolo giusto per voi!
 
Dopo aver viaggiato un mese in Cambogia, decido di trascorrere la mia ultima settimana nella parte nord-est e precisamente nella provincia di Mondulkiri e Ratanakiri (https://www.marsontheroad.com/it/destinazioni/95/mondulkiri-e-ratanakiri-le-due-perle). Essendo molto lontana da Ho Chi Minh cerco di leggere sul web se ci sono modi per attraversare il confine dal nord. Purtroppo non ottengo molti risultati. Poi consulto la Lonely Planet e qui trovo qualche informazione però non sono ancora del tutto soddisfatta. Così, una volta attivata a Ratanakiri,chiedo al proprietario dell'alloggio il quale mi comunica che ogni giorno parte un bus alle 7 di mattina che si dirige verso la città di Pleiku (Vietnam). Mi racconta che qualche anno fa bisognava arrivare al confine con un minivan e poi cambiare bus perché ai veicoli della Cambogia non era permesso oltrepassare il confine. Per fortuna le cose sono cambiate e si sono evolute in meglio. Per soli 10$, dunque, il proprietario mi accompagna alla stazione dei bus la mattina alle 6:30. Parto alle 7 e dopo circa 1 ora sono arrivata alla frontiera della Cambogia. Mi mettono il timbro di uscita e dopo 10 minuti riscendo dal bus perché sono arrivata all’entrata del Vietnam. Qui ricevo 15 giorni di ingresso gratuito (ricordo a chi non lo sapesse che per i cittadini italiani, inglesi, francesi, tedeschi e spagnoli è previsto un ingresso gratuito per 15 giorni; si può entrare nuovamente dopo aver fatto trascorrere 30 giorni dall’ultima uscita. Questo tipo di ingresso è stato prolungato fino al 30 giugno 2018).
 
Arrivo a Pleiku alle 10:30. Chiedo in giro dove posso trovare una stazione dei bus ma nessuno sa niente. Così sono costretta a prendere una moto taxi che per 25,000 dong ossia poco meno di 1€ (1€=27,000 dong) mi porta in stazione. Qui trovo l’unico bus che parte per Huế alle 18. Quindi mi tocca aspettare 7 ore.
Non mi resta che trovare una bar e temporeggiare lì.
Finalmente arrivano le 18 e salgo sul bus (pagato 220,000 dong - 11 ore di tragitto); si tratta di un sleeping bus quindi molto comodo e non vedo l'ora di dormire.
 
Arrivo a Huế alle 4 di mattina. Prendo un taxi e mi dirigo verso l’ostello prenotato: Snooze Hostel (prezzo 86,000 dong -circa 3€).
La camera è molto spaziosa e i letti sono comodi però manca una stanza comune e la reception non è delle migliori. Non mi è piaciuto molto però ho dormito benissimo. Inoltre c'è anche la colazione inclusa, quindi per quel prezzo non è affatto male!
 
Non perdo tempo e dopo aver fatto colazione inizio a visitare Huế.
Hue è una città nel Vietnam centrale che fu la sede degli imperatori della dinastia Nguyễn dal 1802 al 1945 e capitale del protettorato di Annam. Una delle maggiori attrazioni è la sua vasta Cittadella del XIX secolo, circondata da un fossato e spesse mura di pietra, che comprendono: la città imperiale con palazzi e santuari; la Città Proibita della porpora una volta sede dell'imperatore, e una replica del Teatro Reale. La città è stata anche campo di battaglia per la Battaglia di Huế, che fu una delle più lunghe e sanguinose battaglie della guerra del Vietnam (ingresso della Cittadella: 150,000 dong -5,50€).
 
Dopo aver trascorso qualche ora esplorando la Cittadella, decido di visitare il mercato centrale. Qui sono molti i venditori che ti chiamano e cercano di venderti l’impossibile. Passeggio lungo il fiume e poi ceno presso il ristorante “Allez Boo” dove mangio involtini primavera e una zuppa locale per un totale di 60,000 dong ossia poco più di 2€. Qualità del cibo molto buona.
 
Decido di trascorrere solo un giorno a Hue perché avendo solo 15 giorni di visto preferisco esplorare il più possibile. Hue, infatti, non mi ha colpito particolarmente, ma se avete tempo e se siete appassionati di storia, allora merita una breve sosta.

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Due instancabili viaggiatrici, con lo sguardo e i pensieri che vagano fuori dai confini del mondo.

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