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Bangkok e il fascino dei suoi mercati


  Marica&Sonia   |     02/03/2018

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Raggiungiamo la capitale thailandese in treno proveniente dalla vicina Ayutthaya (https://www.marsontheroad.com/it/destinazioni/62/what-not-to-miss-in-ayutthaya). Dalla stazione prendiamo poi un tuk tuk per raggiungere il nostro ostello Khaosan Lovers hostel che si trova in una posizione ottimale per visitare la città e i suoi magnifici templi (https://www.marsontheroad.com/it/destinazioni/64/what-to-visit-in-bangkok). Durante la sera, inoltre, il vicino mercato di Khaosan è perfetto per assaporare cibo locale di ogni genere, specialmente il buonissimo Pad Thai a prezzi davvero modesti (dai 40 ai 60 THB). C'è però anche una vasta scelta di ristoranti e locali che soddisfano i gusti più occidentali, per non parlare della vivacissima vita notturna che anima Khaosan Road in tarda serata!
Perdendoci per le strade della città vecchia e non solo, infatti, abbiamo notato che ci sono mercati praticamente ovunque, in qualsiasi quartiere della capitale. Il cibo di strada sembra non mancare mai a qualunque ora del giorno e della notte. È dunque sicuramente una città viva, che odia andare a dormire.

Come in ogni città asiatica che si rispetti, non può poi mancare il quartiere di Chinatown nel quale ci imbattiamo per puro caso mentre passeggiamo nella città.
Si tratta di un quartiere chiamato Sampeng dai locali, situato a sud-est della città vecchia. Storicamente, nella zona dell'attuale Bangkok, infatti, si trovava già una piccola comunità cinese prima che la città fosse fondata. Quando nel 1782 re Rama I si impadronì di Rattanakosin, essa fu costretta a spostarsi un po' più a est, ma sempre vicino al fiume Chao Phraya, importante via di comunicazione per il commercio. Quando nel 1863 il re Rama IV fece costruire la Chaoren Krung, ovvero la nuova strada pavimentata che collegava il Palazzo Reale a Sampeng, gli affari commerciali della comunità cinese in quest'area crebbero notevolmente. Tuttavia, con l'aumento della ricchezza arrivarono anche i problemi: la zona divenne scenario di spaccio di oppio e prostituzione. Quest'ultima veniva indicata tramite lanterne verdi poste davanti alle case. Sampeng dunque divenne famosa in quanto centro di qualsiasi attività illegale a Bangkok. Verso il 1950 poi la prostituzione andò altrove ed il consumo di oppio fu vietato, così da riportare Sampeng ad essere una zona tranquilla, nota soprattutto per i negozietti in cui acquistare merce proveniente dalla Cina. Oggi questa zona è famosa per le botteghe di sarti indiani e pakistani.

Altra caratteristica tipica di Bangkok sono i suoi numerosi canali. Durante la stagione dei monsoni, infatti, violente piogge si abbattono sulla Thailandia provocando l'ingrossamento dei fiumi. Per secoli i sovrani locali hanno deciso che fosse inutile costruire strade e che i corsi d'acqua fossero le migliori vie di comunicazione interna.  Furono dunque scavati vari canali, perfetti anche in caso di eventuali invasioni.  Quando re Rama I decise di stabilire la capitale a Bangkok, scelse l'area di Rattanakosin che era bagnata dal Chao Phraya, ma dall'altra parte fece scavare il Klong Lawd, un canale che iniziava dal fiume e a esso terminava, facendo così di Rattanakosin un'isola. In seguito vennero costruiti canali sui quali si svolgeva buona parte della vita locale. Verso il 1950 Bangkok cominciò a diventare una città più moderna, pertanto molti canali vennero sostituti da strade per soddisfare le nuove esigenze. Bangkok ha dunque perso il titolo di "Venezia d'Oriente", conferitogli soprattutto per i numerosi mercati galleggianti che la popolavano.
Oggigiorno è difficile trovare ancora questi mercati caratteristici nei dintorni della città. Uno dei più visitati è il mercato galleggiante di Damnoen Saduak per il quale partono centinaia di tour organizzati ogni giorno, a prezzi davvero stracciati (circa 10 euro). È pertanto diventato più un mercato vetrina allestito per i turisti che si recano qui per scattare una foto caratteristica. Decidiamo dunque di evitare di andarci e scegliamo invece di recarci autonomamente, tramite bus locali, presso il mercato galleggiante di Amphawa situato a circa 90 km a sud ovest di Bangkok. Prendiamo un bus per la stazione sud degli autobus. Di qui prendiamo un minivan diretto a Mae Kong, località famosa per il treno rosso che passa nel bel mezzo del mercato locale dove i commercianti sono costretti a spostare la merce diverse volte al giorno. È oggigiorno diventata una delle tante affollate attrazioni turistiche.
Di qui poi riprendiamo un minivan diretto ad Amphawa, dopo circa un'ora di attesa dato che, come prassi qui in Thailandia, non esistono orari fissi e nessuno sa nulla. Raggiungiamo dunque Amphawa e facciamo un giro per questo mercatino sul canale. Nonostante le ottime recensioni lette sul web, anche qui troviamo un mercato vetrina per i turisti, per la maggior parte cinesi. Inoltre, essendo venerdì, non ci sono molte imbarcazioni di venditori sul canale che invece sembra riempirsi durante il weekend (informazione reperita solo una volta in loco purtroppo).
I mercati galleggianti, quindi, restano un'icona di questo Paese, sia per l'importanza dei canali che per l'abilità dei commercianti nel maneggiare abilmente queste piccole imbarcazioni stipate di merce fino all'inverosimile, ma hanno perso gran parte del fascino di un tempo.

Infine non possiamo fare un giro in uno dei mercati più grandi non solo del Sud Est asiatico ma a quanto pare del mondo: il mercato di Chatuchak. Offre davvero qualsiasi genere di souvenir, cibo e indumenti di qualsiasi genere. Di qui prendiamo uno dei bus pubblici diretti in aeroporto perché è giunto il momento di salutare questa meravigliosa nazione per avventurarci in Vietnam!
 


 

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Due instancabili viaggiatrici, con lo sguardo e i pensieri che vagano fuori dai confini del mondo.

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