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Estate


  Marica   |     01/02/2018

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Aria d’estate, di quella che profuma di buono, di casa. Gli amici di sempre, le partite di beach volley, il tramonto in spiaggia. La grigliata di carne della nonna, gli schiamazzi dei cugini più piccoli. Le partite a calcio balilla, il cornetto in piazzetta, la musica in macchina. Il mare. La pioggia d’estate, il profumo sull’asfalto. Le risate leggere, di quelle che ti fanno volare in un altro mondo. I pomeriggi in bici. L’amaca in terrazza, le stelle di notte, il falò in spiaggia. Le partite a Uno il pomeriggio, i balli di gruppo. Le chiacchierate, di quelle che ti fanno perdere la cognizione del tempo. Il gelato artigianale, la focaccia ripiena, il pedalò. Strade che conosci a memoria, ad ogni passo, ad ogni sassolino. Orizzonti che sogni anche di notte. Luoghi che immagini quando hai bisogno di sentirti a casa, di rivivere la tua estate. Ricordi che conservi gelosamente quando la strada diventa la tua casa. Quando degli estranei diventano i tuoi amici per un giorno. E diventa casa un letto straniero in un dormitorio di un ostello, o un materasso in macchina. Un tramonto diverso ogni giorno. Il peso dello zaino in spalla. Il cibo che impari ad apprezzare (e che spesso ti fa anche ammalare), ma che non sostituirà mai quello italiano. La nonna su whatsApp anziché in cucina. Il bagno pubblico o nella natura. Sorrisi che scambi, sguardi che incroci. Lingue straniere in cui impari a dire grazie. Le mappe nello zaino, la fotocamera sempre pronta. Le canzoni che ti rimandano ad ogni luogo in cui hai vissuto. Le foto che riguardi, quelle che custodisci. Le videochiamate con gli amici. Le sfide con te stesso. I limiti da riconoscere prima che da superare. Le chiacchierate con chi non ti conosce ma ha imparato a farlo in pochi minuti. Le lavatrici a gettoni e i calzini che spariscono. La colazione con frutta tropicale. I pranzi in ostello e le cene sul fornello a gas sotto le stelle. L’imprevedibilità di ogni ora. I trekking in sentieri sconosciuti. I paesaggi da togliere il fiato. Il silenzio della natura. Il rumore del mare, di un mare che ti fa sentire a casa, al sicuro. Aria di nuovo, aria d’estate, sempre. E smetti di essere in attesa. E pensi al passato come un bel ricordo e al futuro come il risultato di ciò che sei ora. Non fingi di essere quello che non sei. Puoi essere te stesso o chi vuoi tu. Libero di pensare, di agire, di prendere quella decisione, di rischiare. Senza rimorsi ne rimpianti. Vivere ricordando l’estate o sentendola dentro ogni giorno. A te la scelta. Sempre.

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